Culto cristiano e iconografia monumentale della Chiesa indivisa

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di Maria Giovanna Muzj
Pontificia Università Gregoriana – Roma. Anno accademico 2009-2010
Pagine 180 Euro 12,00
Editrice Pontificio Istituto Biblico, Piazza della Pilotta, 35 - 00187 Roma. Tel 06.6781567 E-mail info@biblicum.com

PREMESSA
Questo testo nasce da un insegnamento rivolto a studenti appartenenti sia alla Chiesa latina che alle diverse Chiese dell’Oriente cristiano, con un’attenzione particolare a quanti si occupano di arte figurativa per gli edifici ecclesiali di oggi.
Suo scopo primario è l’evidenziazione - attraverso il metodo iconografico-iconologico - dei criteri che presiedono alla formulazione dei programmi iconografici monumentali della Chiesa indivisa; abbraccia dunque l’arco temporale del primo millennio.
Un dato di fatto: in tutti gli edifici ecclesiali del mondo cristiano, con i loro programmi iconografici a noi noti sia direttamente sia attraverso testimonianze letterarie, si incontra immancabilmente una differenziazione di temi e di stile tra i programmi iconografici della zona del santuario e quelli degli spazi restanti, differenziazione che travalica le diversità legate alle singole aree espressive tradizionali, presentandosi quindi come una costante.
Le domande che si pongono: quale ne è la natura? A quando risale la sua comparsa? A quali modelli - se esistevano - si è fatto ricorso per esprimerla? Quali contenuti era destinata a veicolare? E’ possibile verificare se l’oggettiva varietà dei programmi iconografici rientra nella differenziazione sostanzialmente binaria dello spazio ecclesiale? Tutte queste domande si possono sintetizzare in una sola: che rapporto c’è tra spazio architettonico, programmi iconografici e celebrazione liturgica? Si tratta in fin dei conti della domanda, oggi sempre più al centro dell’interesse degli studiosi, incentrata sulla funzione.
Rendendo possibile la ricerca di risposte, lo studio del passato può diventare anche strumento di discernimento per il presente; nel nostro caso lo studio dell’iconografia monumentale nell’edificio ecclesiale del primo millennio consentirà di interrogarsi sul valore di attualità dei criteri che, per secoli,   hanno  presieduto  in  tutto  il   mondo  cristiano  alle   scelte  dei programmi iconografici e che continuano d’altronde a presiedervi durante il Medioevo e oltre. In tal senso, questi appunti si possono rivelare utili anche a quanti nutrono una preoccupazione viva per la qualità della vita liturgica delle comunità cristiane in cui operano e sono consapevoli del legame ineludibile che la unisce ai luoghi dove si incarna nella celebrazione.


INDICE

Premessa
Capitolo 1. LO STUDIO ICONOGRAFICO-ICONOLOGICO. L’ARTE MEDIEVALE, UN LINGUAGGIO OGGETTIVO

  1. L’iconografia-iconologia come disciplina scientifica
  2. I tre momenti del metodo iconografico-iconologico secondo Panofsky
  3. Aspetti essenziali della disciplina iconografico-iconologica
  4. L’apporto delle scienze umane alla disciplina iconografico-iconologica
  5. Caratteristiche dell’arte figurativa cristiana antica e medievale alla luce dell’approccio   iconografico: il carattere di oggettività e di intelligibilità
  6. L’arte cristiana medievale va studiata come un tutto: è l’arte della Chiesa indivisa

Capitolo 2. L’ANTICO ORIENTE MISTICO E VISIONARIO FONTE DI ISPIRAZIONE DEL PENSIERO E DELL’ARTE TARDOANTICA

  1. Il terzo secolo: un tempo di rivolgimenti
  2. Cambiamento del senso religioso e diffusione delle religioni dei misteri
  3. La nuova dimensione mistico-religiosa della filosofia
  4. La manifestazione della divinità: epifanie visioni ed epifanie soteriologiche
  5. Caratteristiche iconografiche delle epifanie
  6. Il rivolgimento estetico del III secolo: rivalutazione della forma artistica tradizionale di tipo astratto, simbolico
  7. Ambiti tematici particolarmente interessati dal mutamento espressivo
  8. Diffondersi dell’estetica simbolica durante il III secolo
  9. Il ruolo di Piotino: testimone e teorizzatore della nuova estetica simbolica
  10. Motivazioni ideologiche del venir meno della forma classica

Capitolo 3. CONSIDERAZIONI SULLA PRIMA ESPRESSIONE FIGURATIVA CRISTIANA

  1. L’atteggiamento tradizionalmente negativo delle correnti filosofiche greco-romane nei confronti delle immagini cultuali
  2. La situazione concreta dei cristiani nei primi due secoli
  3. Il senso delle espressioni contrarie alle immagini cultuali negli scritti degli apologeti
  4. Fondo esperienziale comune e novità cristiana: simbolismo cosmico e lessico delle religioni dei misteri durante il II secolo
  5. Perché non ci sono immagini cristiane prima della fine del II secolo
  6. La prima espressione figurativa cristiana: necessità concrete per il suo comparire
  7. Caratteristiche dei programmi figurativi all’interno degli ambienti funerari: scelta dei temi in funzione della loro ubicazione
  8. Unità tematica: il nesso tra le catechesi battesimali e i più antichi temi figurativi
  9. Caratteristiche della prima espressione figurativa cristiana

Capitolo 4. EDIFICI DI CULTO CRISTIANI

  1. Testimonianze su edifici di culto cristiani a sé stanti nel III secolo
  2. Piante longitudinali e piante centrali negli edifici di culto cristiani
  3. Assetto interno delle chiese / basiliche cristiane
  4. Rapporto tra funzione liturgica e forma architettonica: la novità cristiana
  5. Come la novità cristiana viene espressa nell’edificio paleocristiano e protobizantino

Capitolo 5. PROGRAMMI ICONOGRAFICI MONUMENTALI E MISTERO CRISTIANO
I. PROGRAMMI ICONOGRAFICI DEL SANTUARIO E DELLE NAVATE

  1. Programmi iconografici del santuario
  2. Programmi iconografici della navata

II. CONSIDERAZIONI SULLA FORMAZIONE DEI PROGRAMMI ICONOGRAFICI
MONUMENTALI

  1. Considerazioni di carattere generale
  2. Motivazioni intrinseche relative al culto cristiano

Capitolo 6. IL RUOLO DELLA MISTAGOGIA NELL’ORIENTE DELLA CHIESA INDIVISA

  1. Le due correnti mistagogiche
  2. Anafore antiochene usate dalle Chiese orientali
  3. Caratteristiche salienti della Divina Liturgia

Capitolo 7. FIGURA E FISIONOMIA DEL CRISTO SIGNORE DURANTE IL PRIMO MILLENNIO
I. RITRATTI TIPOLOGICI DI GESÙ’ CRISTO. POSTURE E FISIONOMIE

  1. Repertori usati per la figura di Cristo
  2. I molteplici volti di Cristo: il Cristo polimorfo è Dio
  3. Il volto di Cristo secondo gli autori cristiani dei primi secoli

II COME NELLA SFERA BIZANTINA SI ARRIVA AL RITRATTO VERITIERO DI CRISTO

  1. Comparsa di una nuova fisionomia del Cristo avente le caratteristiche del ritratto
  2. Fattori storici intraecclesiali
  3. Fattori ideologico-culturali e antropologici
  4. Fattori   politico-religiosi   legati   alle   guerre   religiose   sostenute   dai bizantini

Capitolo 8. L’EDIFICIO ECCLESIALE DI CULTO ORDINARIO BIZANTINO DOPO LA VITTORIA DELL’ORTODOSSIA

  1. Fattori determinanti
  2. Conseguenze del passaggio alla pianta centrale
  3. Disposizione dei soggetti nell’edificio ecclesiale
  4. Programma iconografico dell’iconostasi estesa

Osservazioni conclusive
BIBLIOGRAFIA

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